L’ITALIA E IL VINO

Parlare dell’Italia e dei suoi vini significa, prima di tutto, intraprendere un lungo viaggio ricco di storia, cultura e antiche tradizioni. Dalle Alpi alla Sicilia, passando per le dolci colline dai meravigliosi panorami, la nostra penisola offre una vastità di tipologie di uva e vini come in nessun altro Paese al mondo. In Italia la vite è coltivata ovunque e in ogni regione sono presenti vitigni autoctoni spesso dimenticati o sottovalutati. 

IL VINO E LA SUA STORIA

La vista di questa sconfinata distesa di vigne richiama inevitabilmente alla mente il nome con cui gli antichi greci chiamavano l’Italia, “Enotria Tellus”, cioè “la terra delle viti sorrette da pali”, segno che la vite e il vino erano già presenti in Italia sin dai tempi della colonizzazione greca.
Si ritiene che la vite sia stata introdotta in Italia dagli Etruschi, tuttavia alcune testimonianze storiche farebbero pensare che la vite in Italia fosse già presente prima della comparsa di questo popolo. Quello che è certo è che furono gli Etruschi a stabilire le prime forme di coltivazione della vite e di produzione del vino in Italia e ne riconobbero subito l’importanza e le potenzialità. Pur non essendo dei grandi consumatori, erano consapevoli delle enormi potenzialità commerciali e lo hanno venduto addirittura fino alla Borgogna. Tuttavia non hanno introdotto la coltivazione della vite in altri paesi, probabilmente per non svelare il “segreto” del loro successo commerciale.
La diffusione della viticoltura al di fuori dell’Italia fu invece opera dei Romani che hanno introdotto la vite e l’abitudine al consumo del vino in ogni luogo visitato e conquistato.
Anche i Greci contribuirono notevolmente alla diffusione della vite e del vino in Italia, introducendo nuove tecniche di vinificazione e coltivazione e diverse specie di vite, molte delle quali ancora ampiamente diffuse e da cui si produce ottimo vino. 

PERCHÉ IL VINO È COSÌ IMPORTANTE?

A vedere l’enorme varietà e quantità di uva presente nel territorio – più di 300 specie diverse – sembra che Madre Natura sia stata particolarmente generosa e abbia eletto l’Italia “Paese del vino e dell’uva”.
La riscoperta e la valorizzazione dei vitigni autoctoni dovrebbe essere un aspetto da enfatizzare: è un invito esplicito ai produttori a riconsiderare ed esaltare l’enorme ricchezza ampelografica delle loro terre.

SISTEMA ITALIANO DI CLASSIFICAZIONE DEL VINO

I primi tentativi fatti in Italia per regolamentare la produzione di qualità e per tutelare le zone vitivinicole furono compiuti all’inizio del ‘900. Il primo vero sistema che stabiliva norme giuridiche per garantire la qualità dei vini e delle zone di origine fu introdotto in Italia solo nel 1963, quando doveva essere adeguato alle direttive CEE (Comunità Economica Europea) sulla produzione di vini di qualità e denominazioni di origine.
L’attuale sistema di qualità italiano è regolato dalla legge 192 del 1992 che sostituisce la precedente legge del 1963. La legge, oltre a tutelare le zone di produzione, ne stabilisce anche criteri e i requisiti minimi per l’inclusione di un vino in una determinata denominazione.
Il sistema definisce principalmente la zona geografica della denominazione, le uve e le percentuali con le quali il vino deve essere prodotto, le rese massime di vendemmia per ettaro, la gradazione alcolica minima, le tipologie di vino coperte dalla denominazione, il tempo minimo di maturazione prima che il vino possa essere immesso sul mercato, le caratteristiche chimico-fisiche del vino e le sue qualità organolettiche.

Il sistema è suddiviso in categorie di denominazione che stabiliscono diverse classi di qualità collocate idealmente in una “piramide di qualità” dove in alto troviamo il livello più elevato.
Le categorie, a partire dal livello di qualità più basso fino al più alto, sono definite come segue:

Vino da tavola
IGT (Indicazione Geografica Tipica)
DOC (Denominazione di Origine Controllata)
DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)

IGT

La categoria IGT (Indicazione Geografica Tipica) definisce zone di produzione piuttosto vaste, nella maggior parte dei casi un’intera regione, e consente la produzione di vino con uve autorizzate e consigliate nella zona che spesso prevede un’ampia scelta, lasciando al produttore una maggiore libertà di produzione.
L’IGT rappresenta il primo livello di qualità legalmente riconosciuto, comprende una notevole quantità di vini di alta qualità e non manca di piacevoli sorprese.
Questa categoria dovrebbe essere attentamente considerata dai consumatori perché i produttori di vini di qualità tendono a utilizzarla per la classificazione dei loro prodotti.

La categoria IGP (Indicazione Geografica Protetta) è equivalente alla categoria appena descritta.

DOC

La categoria DOC (Denominazione di Origine Controllata) definisce un’area con criteri di produzione più rigidi rispetto alla categoria precedente. È un’etichetta riconosciuta per i vini originari di un’area geografica solitamente più piccola di un IGT e di media dimensione, limitata e circoscritta. I vini sono realizzati con uve provenienti da vitigni consigliati e autorizzati nella regione e prodotti secondo un preciso disciplinare che stabilisce il numero di ceppi, la resa e il tenore minimo di zuccheri. I vini ottenuti devono attenersi a esso per quelle che sono le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche. Eventuali indicazioni classiche, riservate e superiori da menzionare sull’etichettatura devono essere accettate dal disciplinare. Il periodo tra la certificazione e l’imbottigliamento non può superare i due anni.

La categoria DOP (Denominazione di Origine Protetta) è equivalente alla categoria appena descritta.

DOCG

Nell’ultima categoria di qualità, al livello più alto del sistema, la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) definisce aree di produzione molto limitate con criteri di produzione e valutazione più severi di tutti gli altri. Le bottiglie di vino appartenenti a questa categoria devono essere contrassegnate al fine di garantire il contenuto della bottiglia e, per prevenire eventuali contraffazioni, numerati con appositi sigilli ed emessi dallo Stato Italiano (indicanti anche la denominazione). Possono essere imbottigliati solo nella zona di produzione. Il disciplinare prevede basse rese in uva e livelli alcolici più elevati. Inoltre i vini devono subire un periodo minimo di affinamento in vasca o in bottiglia. Tra la certificazione e l’imbottigliamento non devono trascorrere più di sei mesi.

ALTRE CLASSIFICAZIONI

Alcuni disciplinari di denominazione stabiliscono anche ulteriori tipologie attribuite a vini aventi particolari caratteristiche di produzione e che sono indicate in etichetta con i seguenti termini:

• Classico – indica un vino prodotto nella zona storicamente tipica e più vocata della denominazione di appartenenza

• Superiore – Indica un vino avente una gradazione alcolica superiore ai requisiti minimi della denominazione, come PICENO SUPERIORE

• Riserva – Indica un vino che ha subito un periodo di invecchiamento più lungo rispetto ai requisiti minimi della denominazione.

AREE DI PRODUZIONE

L’Italia, grazie alla forte vocazione del suo territorio alla viticoltura, è ricca sia di uva che di vino. Il patrimonio ampelografico di cui dispone è vastissimo e ricco come nessun altro paese al mondo, con più di 300 specie di uva provenienti da vini diversi. La diversità del territorio, prevalentemente collinare, contribuisce e favorisce notevolmente la coltivazione della vite e quindi la produzione del vino.
A differenza di altri Paesi, dove la coltivazione della vite e la produzione di vino sono limitate a poche aree rispetto alla superficie del paese, in ogni regione d’Italia la produzione di vino rappresenta una realtà consolidata e un aspetto importante delle economie locali. Ogni regione italiana produce vino, ha le sue uve tipiche e ogni regione vanta i propri prodotti locali che non si trovano nelle altre.

Oltre alle uve autoctone di cui l’Italia è ricca, si coltivano anche molte specie di origine francese, spesso definite “internazionali”, come lo Chardonnay e il Cabernet Sauvignon con cui si producono ottimi vini.

CERTIFICAZIONE ISO 9001:2015

Ente certificatore: Biolab

Certificazione ISO 9001:2015 per “Progettazione ed erogazione di servizi scientifici, professionali e tecnici quali: consulenza, controlli e verifiche, studi e prove di laboratorio atti a verificare la sicurezza e la qualità di prodotti e processi”.
biolab

CERTIFICAZIONE VEGAN

Ente certificatore: VeganOk

È il più diffuso standard etico al mondo. Molto di più di una certificazione, è il primo e unico marchio di garanzia etica per prodotti Vegan nato in Italia che risponde a un severissimo disciplinare. L’ente è presente alle più importanti e autorevoli fiere del settore naturale e garantisce il consumatore sull’assenza di parti di origine animale in ogni genere di prodotto.

CERTIFICAZIONE BIOLOGICO

Ente certificatore: Suolo e Salute

Garantisce la conformità delle produzioni ottenute con metodo biologico in tutte le fasi della filiera di produzione, dal campo alla tavola, in conformità alle norme dell’Unione Europea (Reg. CE 834/07 e CE 889/08). Japan Agricultural Standards (JAS) è la certificazione obbligatoria per poter esportare e commercializzare i prodotti biologici in Giappone. I prodotti biologici certificati in base al Reg CE 834/2007 possono essere commercializzati negli USA grazie all’accordo di equivalenza, negoziato fra L’Europa e gli Stati Uniti d’America. Il logo USDA Organic identifica che il prodotto è riconosciuto come biologico dalla Legge Federeale degli Stati Uniti.

PREMI E RICONOSCIMENTI

Mundus vini

È una delle più importanti competizioni enologiche.  Gli oltre 11.000 vini presentati ogni anno mostrano l’importanza di questo concorso in Germania e in tutto il mondo. Obiettivo del concorso è promuovere la qualità e la commercializzazione dei vini partecipanti. Il premio intende offrire a produttori, viticoltori, importatori e consumatori una piattaforma ideale che consenta di paragonare fra loro i vini partecipanti, di offrire un valido strumento di decisione e di orientamento per l’acquisto e di raggiungere il grande pubblico.

PREMI E RICONOSCIMENTI

Merano Wine Festival

Il Merano WineFestival è il primo evento organizzato in Europa che, dal 1992, punta sulla qualità selezionata in un ambiente elegante ed elitario.  È un incontro dell’eccellenza enogastronomica, un vero e proprio “think tank”, un forum di scambio di opinioni tra produttori, opinion leader, professionisti del settore e consumatori.  La visibilità e la notorietà a livello mondiale del Merano WineFestival sono una conferma di qualità.

PREMI E RICONOSCIMENTI

I Vini di Veronelli

Vini che hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi nella rispettiva tipologia.